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Che cos’è il Team Coaching?

Aggiornamento: 19 ore fa

Non la finanza. Né la strategia. Né la tecnologia. È il lavoro di squadra il vantaggio competitivo fondamentale, sia perché è così potente, sia perché è così raro”.

Cristina Duella - Life and Business Coach


Un team durante una riunione
Un team è un insieme di individui che condivide un risultato da raggiungere

Che cos’è il Team Coaching?


Prima di rispondere a questa domanda vediamo cosa intendiamo per “team”.


Un team è un insieme di individui che condivide un risultato da raggiungere. La possibilità di raggiungere il risultato dipende dal contributo di tutti, nessuno escluso, e dalla sinergia tra le performance dei singoli. Non solo: sia come individui, sia come team, i membri verranno valutati dagli stakeholders su quei risultati.


E' il concetto di squadra.

Cosa significa?


Ecco un esempio concreto: nella serie di Netflix “Parola di allenatore: le regole di vita di un allenatore”, nell’episodio su Doc Rivers, celebre allenatore americano di basket, al termine di una partita un giocatore risponde così alla giornalista che gli chiede “Stasera sei stato superbo in difesa! Cosa ha funzionato in quel punto del campo?”: “Non io, NOI. Ero dove dovevo essere perché qualcun altro era dove doveva essere e se vinceremo… è così che vinceremo”.


Un altro esempio che rende l’idea molto bene: immagina il team che gestisce il cambio gomme di una formula uno durante una gara (pit stop).


Come è possibile portare il pit stop a meno di 3 secondi? È possibile perché il team agisce come squadra: tutti hanno ben in mente il risultato desiderato, comune e condiviso; tutti lavorano in sinergia, gli uni per gli altri.


Per la cronaca, il più veloce pit stop con solo cambio gomme è durato 1 secondo e 9 decimi, tempo segnato il 17 novembre 2013 dai meccanici della Red Bull (Gran Premio degli Stati Uniti d’America, ad Austin). Puoi verificare cosa significa 1 secondo e 9 decimi per favore? Da non credere! La potenza del team!


Dunque, il team è proprio questo: la trasformazione dell’io in NOI.

Altre caratteristiche importanti di una squadra, tra le altre, sono: alta condivisione di intenti e di visione, alta capacità di fidarsi gli uni degli altri, alta capacità di sostenere conflitti costruttivi e orientati ai risultati, coinvolgimento e impegno, responsabilità reciproca in funzione dei risultati, condivisione dei meriti.


Questo livello di integrazione, condivisione e sinergia, però, è un punto di arrivo.


I team non nascono efficaci e non lo diventano naturalmente.

Non basta mettere assieme le persone affinché il gruppo renda al massimo.


I team di progetto hanno questo nome inizialmente solo sulla carta, ma operativamente si collocano lungo un continuum che va da “gruppo di persone che interagiscono” (livello di efficienza ed efficacia basso), a “squadra in azione” (livello di efficienza ed efficacia alto).


I team sono attraversati da tante dinamiche relazionali tra i membri (e a livello sistemico con gli stakeholders) che minano il percorso di trasformazione dell’IO in NOI, dinamiche relazionali che ne minano l’efficacia.

E dunque, tornando alla domanda, che cos’è il Team Coaching?


È la metodologia per incrementare la capacità del Team di raggiungere i risultati desiderati.

Come? Supportandolo nel percorso di trasformazione da gruppo a squadra. Questo è possibile perché il coach aiuta il team a diventare consapevole delle proprie dinamiche interne e a governarle nella direzione desiderata, ossia verso i risultati.


Che differenze ci sono tra il Team Coaching e il Team Building?


Tra gli anni ‘70 e ‘80, in Francia, nacque un approccio interno alla psicologia del lavoro chiamato cohésion d'équipe, che aveva come scopo quello di facilitare e migliorare le relazioni tra i membri di un team.


Questa metodologia si è poi trasformata, negli Stati Uniti, nell’approccio del Team Building.


Questo lavoro era strutturato e attivato in modo indipendente dai risultati legati alla produttività del team. Anzi, il principio del Team Building è proprio allontanare il team dagli sforzi e dai risultati quotidiani sfidanti e pressanti richiesti ai membri.


Lo strumento di base è l’attività collettiva “estraniante”: il team viene spesso portato lontano dall’azienda (spesso, per esempio, in un agriturismo o in un altro ambiente residenziale a contatto con la natura) e coinvolto in attività ludiche o esperienziali volte a far emergere gli aspetti personali dei membri.


Questi aspetti, nel quotidiano lavorativo, rimangono sempre nascosti sotto i ruoli formali e sotto le convenzioni che il lavoro in ufficio richiede.



Ad esempio si può portare il team a fare un’esperienza di “Team Cooking”, ossia a cucinare un menù completo, in squadre composte dai membri del team in competizione fra loro; oppure a fare una esperienza di Adventure, dove i partecipanti devono superare una serie di prove sfidanti (in sicurezza): arrampicarsi, fare trekking, attraversare il ponte tibetano, ecc. Una volta andava di moda anche la camminata sui carboni ardenti... (non sto scherzando!).


Questo approccio si basa sul presupposto che l'automotivazione e le buone relazioni sono utili a generare risultati migliori.


Il Team Coaching, invece, nasce come metodologia per migliorare i risultati.

Allo stesso modo dei team sportivi, infatti, se si vogliono migliorare i risultati il team deve darsi obiettivi precisi, scadenze, KPI, capire i propri punti di forza e le proprie aree di miglioramento e allenarsi duramente su ciò che serve per raggiungerli.

Nel team coaching il presupposto è che i buoni risultati possono portare alle buone relazioni, e non viceversa. E che le buone relazioni non sono sempre indispensabili alla collaborazione.

Nello sport, ad esempio, è difficile che i team di successo abbiano problemi relazionali, mentre è più probabile che i team che hanno risultati scarsi abbiano anche problemi relazionali.



Dal gruppo al team: una distinzione che cambia tutto

C'è una differenza sostanziale tra un gruppo di persone e un team. Un gruppo è un insieme di individui che condividono uno spazio, forse un obiettivo, ma che operano essenzialmente in modo parallelo — ciascuno con la propria agenda, le proprie priorità, i propri criteri di successo. Un team è qualcosa di qualitativamente diverso: è un sistema in cui le persone sono interdipendenti, in cui il risultato collettivo supera la somma dei contributi individuali, in cui l'identità del gruppo diventa parte dell'identità di ciascun membro.


Patrick Lencioni, nel suo lavoro "La guerra dei team", ha identificato cinque disfunzioni che impediscono a un gruppo di diventare un vero team: assenza di fiducia, paura del conflitto, mancanza di impegno, evitamento della responsabilità, disattenzione ai risultati. Non è un caso che questi cinque ostacoli siano tutti di natura relazionale e comportamentale, non tecnica. Nessun sistema di project management, nessuna piattaforma digitale, nessuna riorganizzazione dell'organigramma risolve questi problemi. Servono conversazioni diverse, consapevolezza diversa, cultura diversa. Serve, spesso, il team coaching.


Quando il team coaching è la scelta giusta

Non ogni difficoltà di un team richiede il coaching. Ci sono situazioni in cui la formazione tecnica è più appropriata, o in cui il problema è strutturale e organizzativo. Il team coaching è lo strumento giusto in scenari specifici.


Quando le performance non corrispondono al potenziale

A volte un team composto da professionisti competenti produce risultati inferiori alle attese. Le cause raramente sono tecniche: sono quasi sempre relazionali. Comunicazione inefficace, silos informativi, riunioni dispersive, decisioni non condivise. Il team coaching interviene qui, lavorando sui processi collettivi che determinano la qualità del lavoro quotidiano.


Nei momenti di cambiamento organizzativo

Fusioni, riorganizzazioni, cambi di leadership, inserimento di nuovi membri: ogni transizione crea turbolenza nei team. Le certezze implicite vengono messe in discussione, le gerarchie informali si ridisegnano, le identità di ruolo cambiano. Il team coaching accompagna il gruppo attraverso questi momenti con consapevolezza, invece di lasciare che le dinamiche si assestino da sole — spesso in modo disfunzionale.


Quando il conflitto diventa disfunzionale

Il conflitto non è il problema: è la spia di qualcosa che non viene detto, di aspettative non allineate, di valori che si scontrano senza mai essere esplicitati. Un team coaching ben condotto non risolve il conflitto eliminandolo — lo usa come materiale di lavoro, aiutando il gruppo a sviluppare la capacità di gestire il disaccordo in modo costruttivo. È una competenza collettiva che, una volta acquisita, rimane nel team indipendentemente dal coach.


Quando si costruisce un nuovo team

Partire bene è molto più economico che correggere le disfunzioni in seguito. Il team coaching nelle fasi iniziali di un team — quando i ruoli sono ancora fluidi, le aspettative ancora implicite, le norme ancora non definite — permette di costruire fin dall'inizio una cultura di collaborazione, responsabilità e comunicazione aperta.


Come si struttura un percorso di team coaching

Un percorso di team coaching non è una serie di sessioni standardizzate. È un intervento su misura che segue la traiettoria specifica di quel team, in quel contesto, con quegli obiettivi. Detto questo, esistono fasi ricorrenti che caratterizzano la maggior parte dei percorsi efficaci.


Contracting: definire il campo di lavoro

Prima di iniziare qualsiasi sessione operativa, il team coach incontra lo sponsor dell'intervento — tipicamente un HR, un direttore o l'imprenditore — e il team stesso per chiarire tre cose: cosa si vuole ottenere, come si lavorerà insieme, quali sono i confini dell'intervento. Questo momento di contracting è spesso sottovalutato, ma è fondamentale: senza accordo esplicito su obiettivi e metodo, il rischio di equivoci è alto.


Assessment: leggere il sistema

Prima di intervenire, il coach osserva. Può farlo attraverso interviste individuali, osservazione diretta delle riunioni di lavoro, questionari sulle dinamiche di gruppo. L'obiettivo è capire come funziona realmente il team — non come dovrebbe funzionare sulla carta, ma come funziona nella pratica quotidiana. Quali conversazioni non avvengono? Dove si accumula tensione? Chi parla, chi tace, chi decide davvero?


Sessioni di coaching collettivo

Le sessioni di team coaching si svolgono con il gruppo riunito. Il coach non presenta contenuti, non forma, non consulta: facilita un processo di riflessione e di sperimentazione. Usa domande potenti rivolte al gruppo, esercizi di roleplay, momenti di analisi condivisa delle dinamiche. Il materiale di lavoro è sempre concreto: una riunione andata storta, un progetto che stenta a partire, una decisione che non riesce a essere presa.


Consolidamento e autonomia

L'obiettivo finale del team coaching non è creare dipendenza dal coach. È sviluppare nel team la capacità di gestire in autonomia le proprie dinamiche, di affrontare i conflitti senza mediazione esterna, di apprendere collettivamente dall'esperienza. Un percorso ben riuscito si conclude con un team che non ha più bisogno di quel coach — ma che ha integrato nuovi modi di lavorare insieme.


Team coaching e ICF: gli standard professionali

Il team coaching è una pratica professionale regolamentata. L'International Coaching Federation (ICF) ha pubblicato nel 2020 le prime linee guida specifiche per il team coaching, riconoscendo la specificità di questa competenza rispetto al coaching individuale.


Un team coach professionista deve padroneggiare competenze aggiuntive rispetto al coaching one-to-one: saper leggere le dinamiche di gruppo, gestire la complessità di interazioni multiple, mantenere la neutralità rispetto alle diverse prospettive presenti nel team, calibrare l'intervento sulla base del sistema collettivo e non del singolo individuo.


Quando si sceglie un team coach, verificare le credenziali ICF e l'esperienza specifica in contesti organizzativi simili al proprio non è un dettaglio: è il primo criterio di selezione.


Domande frequenti sul team coaching

Quante sessioni servono per un percorso di team coaching?

Un percorso standard include tra le sei e le dodici sessioni, distribuite nell'arco di tre-sei mesi. La frequenza dipende dagli obiettivi e dalla disponibilità del team. Percorsi più brevi possono essere efficaci per obiettivi circoscritti; cambiamenti culturali profondi richiedono tempo e continuità.


Il team coaching si svolge durante l'orario di lavoro?

Sì. A differenza del team building, che spesso prevede attività fuori sede, il team coaching lavora sul team nel suo contesto naturale — riunioni, processi decisionali, dinamiche quotidiane. Questo lo rende più trasferibile e più duraturo.


Quanto costa un percorso di team coaching?

Il costo varia in funzione della durata del percorso, del numero di sessioni, dell'esperienza del coach e della complessità dell'intervento. Un percorso standard per un team di sei-dodici persone si colloca generalmente tra i 3.000 e i 10.000 euro. È un investimento che va confrontato con il costo del disfunzionamento del team: riunioni improduttive, turnover, opportunità mancate.


Qual è la differenza tra team coaching e team building?

Il team building crea esperienze positive e momenti di connessione — è utile per il clima, ma produce effetti temporanei. Il team coaching interviene sui processi e sulle dinamiche che determinano la performance quotidiana del team — produce cambiamenti strutturali e duraturi. Non sono alternativi: possono essere complementari. Ma quando il problema riguarda le dinamiche di lavoro, il team coaching è lo strumento appropriato.


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