Che cos’è il Team Coaching?

Aggiornamento: 24 gen

Non la finanza. Né la strategia. Né la tecnologia. È il lavoro di squadra il vantaggio competitivo fondamentale, sia perché è così potente, sia perché è così raro”.

Cristina Duella - Life and Business Coach


Che cos’è il Team Coaching?


Prima di rispondere a questa domanda vediamo cosa intendiamo per “team”.


Un team è un insieme di individui che condivide un risultato da raggiungere. La possibilità di raggiungere il risultato dipende dal contributo di tutti, nessuno escluso, e dalla sinergia tra le performance dei singoli. Non solo: sia come individui, sia come team, i membri verranno valutati dagli stakeholders su quei risultati.


E' il concetto di squadra.

Cosa significa?


Ecco un esempio concreto: nella serie di Netflix “Parola di allenatore: le regole di vita di un allenatore”, nell’episodio su Doc Rivers, celebre allenatore americano di basket, al termine di una partita un giocatore risponde così alla giornalista che gli chiede “Stasera sei stato superbo in difesa! Cosa ha funzionato in quel punto del campo?”: “Non io, NOI. Ero dove dovevo essere perché qualcun altro era dove doveva essere e se vinceremo… è così che vinceremo”.


Un altro esempio che rende l’idea molto bene: immagina il team che gestisce il cambio gomme di una formula uno durante una gara (pit stop).


Come è possibile portare il pit stop a meno di 3 secondi? È possibile perché il team agisce come squadra: tutti hanno ben in mente il risultato desiderato, comune e condiviso; tutti lavorano in sinergia, gli uni per gli altri.


Per la cronaca, il più veloce pit stop con solo cambio gomme è durato 1 secondo e 9 decimi, tempo segnato il 17 novembre 2013 dai meccanici della Red Bull (Gran Premio degli Stati Uniti d’America, ad Austin). Puoi verificare cosa significa 1 secondo e 9 decimi per favore? Da non credere! La potenza del team!


Dunque, il team è proprio questo: la trasformazione dell’io in NOI.

Altre caratteristiche importanti di una squadra, tra le altre, sono: alta condivisione di intenti e di visione, alta capacità di fidarsi gli uni degli altri, alta capacità di sostenere conflitti costruttivi e orientati ai risultati, coinvolgimento e impegno, responsabilità reciproca in funzione dei risultati, condivisione dei meriti.


Questo livello di integrazione, condivisione e sinergia, però, è un punto di arrivo.


I team non nascono efficaci e non lo diventano naturalmente.

Non basta mettere assieme le persone affinché il gruppo renda al massimo.


I team di progetto hanno questo nome inizialmente solo sulla carta, ma operativamente si collocano lungo un continuum che va da “gruppo di persone che interagiscono” (livello di efficienza ed efficacia basso), a “squadra in azione” (livello di efficienza ed efficacia alto).


I team sono attraversati da tante dinamiche relazionali tra i membri (e a livello sistemico con gli stakeholders) che minano il percorso di trasformazione dell’IO in NOI, dinamiche relazionali che ne minano l’efficacia.

E dunque, tornando alla domanda, che cos’è il Team Coaching?


È la metodologia per incrementare la capacità del Team di raggiungere i risultati desiderati.

Come? Supportandolo nel percorso di trasformazione da gruppo a squadra. Questo è possibile perché il coach aiuta il team a diventare consapevole delle proprie dinamiche interne e a governarle nella direzione desiderata, ossia verso i risultati.


Che differenze ci sono tra il Team Coaching e il Team Building?


Tra gli anni ‘70 e ‘80, in Francia, nacque un approccio interno alla psicologia del lavoro chiamato cohésion d'équipe, che aveva come scopo quello di facilitare e migliorare le relazioni tra i membri di un team.


Questa metodologia si è poi trasformata, negli Stati Uniti, nell’approccio del Team Building.


Questo lavoro era strutturato e attivato in modo indipendente dai risultati legati alla produttività del team. Anzi, il principio del Team Building è proprio allontanare il team dagli sforzi e dai risultati quotidiani sfidanti e pressanti richiesti ai membri.


Lo strumento di base è l’attività collettiva “estraniante”: il team viene spesso portato lontano dall’azienda (spesso, per esempio, in un agriturismo o in un altro ambiente residenziale a contatto con la natura) e coinvolto in attività ludiche o esperienziali volte a far emergere gli aspetti personali dei membri.


Questi aspetti, nel quotidiano lavorativo, rimangono sempre nascosti sotto i ruoli formali e sotto le convenzioni che il lavoro in ufficio richiede.



Ad esempio si può portare il team a fare un’esperienza di “Team Cooking”, ossia a cucinare un menù completo, in squadre composte dai membri del team in competizione fra loro; oppure a fare una esperienza di Adventure, dove i partecipanti devono superare una serie di prove sfidanti (in sicurezza): arrampicarsi, fare trekking, attraversare il ponte tibetano, ecc. Una volta andava di moda anche la camminata sui carboni ardenti... (non sto scherzando!).


Questo approccio si basa sul presupposto che l'automotivazione e le buone relazioni sono utili a generare risultati migliori.


Il Team Coaching, invece, nasce come metodologia per migliorare i risultati.

Allo stesso modo dei team sportivi, infatti, se si vogliono migliorare i risultati il team deve darsi obiettivi precisi, scadenze, KPI, capire i propri punti di forza e le proprie aree di miglioramento e allenarsi duramente su ciò che serve per raggiungerli.

Nel team coaching il presupposto è che i buoni risultati possono portare alle buone relazioni, e non viceversa. E che le buone relazioni non sono sempre indispensabili alla collaborazione.

Nello sport, ad esempio, è difficile che i team di successo abbiano problemi relazionali, mentre è più probabile che i team che hanno risultati scarsi abbiano anche problemi relazionali.


In sintesi, si può affermare che l’approccio del Team Coaching è l’opposto del Team Building.


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