I principi base del coaching

Aggiornamento: 19 ott 2021


Ci sono principi che caratterizzano l'approccio del coaching all'essere umano. Questi principi costituiscono la base del coaching mindset.


Tre principi: abbiamo tutte le risorse, non esistono soluzioni precostituite, siamo pienamente in grado di raggiungere i risultati che ci prefiggiamo.

Il primo principio base del coaching è che, come esseri umani, abbiamo tutte le risorse per raggiungere i risultati che desideriamo.


Il secondo principio base è che essendo l’unicità l’unica realtà possibile per l’essere umano, non esistono soluzioni precostituite o libretti delle istruzioni da seguire per concretizzare risultati complessi. Il massimo esperto di sé e del proprio universo interiore (nel senso di percepire cosa funziona e cosa no) è la persona stessa.


L’eccezione è quando le difficoltà diventano croniche o schiaccianti, tali da impedire la libertà di espressione. È il caso di reclusioni fisiche (es. detenzione forzata) o mentali (es. psicopatologia) dovute a fattori esterni o interni non controllabili. Nell’articolo in cui definisco le differenze tra coaching e psicoterapia ho trattato approfonditamente questa fattispecie.


In tutti gli altri casi, per fortuna direi, non abbiamo scuse o alibi. Siamo pienamente in grado di definire e raggiungere risultati concreti e in termini di cambiamento di comportamento. È il principio alla base della crescita personale.


Non sempre è possibile cambiare completamente le cose o raggiungere esattamente i risultati che vorremmo. Ma è sempre possibile cambiare alcune cose e avvicinarci ai risultati che vogliamo veramente raggiungere per noi stessi.

A volte perdiamo questa capacità e iniziamo a convivere con un senso di impotenza, di impossibilità di cambiare le cose. E', vero, non è sempre possibile cambiare le cose o raggiungere completamente i risultati che vorremmo. Ma è sempre possibile cambiare alcune cose e avvicinarci ai risultati che vogliamo veramente raggiungere per noi stessi.


Nei giornali o su YouTube di esempi ne puoi trovare veramente tanti. Sono le storie di vita, ad esempio, delle persone che hanno grandi complessità fisiche da gestire ma che nonostante questo riescono a raggiungere risultati apparentemente impensabili.


Ecco, impensabili per noi, non certo per loro che hanno saputo interpretare la sceneggiatura epica che avevano in mente. Quando siamo in quell’assetto mentale che ci fa dire “sarebbe impossibile per me…” o “non io non potrei riuscirci…”, tendiamo appunto ad archiviarli come casi eccezionali per persone di talento.


Il talento è sicuramente quel qualcosa in più che distingue il vincitore della finale olimpica dei 100m. Ma tolta questa fattispecie, tutti possiamo migliorare la nostra situazione, spingerci oltre, esprimere noi stessi, costruire la vita piena e gratificante che desideriamo. E non serve neanche la salute fisica nella sua integrità. Si può iniziare da qualsiasi punto, lavorando con le risorse che abbiamo.





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