top of page

Mindset: il cercatore d'oro e l'alchimista


Growth Mindset

Allenare la mentalità di crescita (growth mindset) è uno dei benefici del coaching.


Ma cos’è la mentalità di crescita?


Per spiegarlo ai miei allievi uso sempre una metafora: il cercatore d’oro e l’alchimista.


Il cercatore d' oro è colui che immagina un luogo, un ruscello, un torrente, un fiume, un territorio dove, con i suoi strumenti, può setacciare l'acqua e trovare le agognate pepite d'oro.


Trovare le pepite non è semplice e spesso il cercatore non è fortunato.


Si, trova modeste quantità di oro, ma mai le pepite. E così, passa la vita a setacciare il terriccio. E così, passa la vita a immaginare che esista un luogo pieno di pepite, un luogo "solo" da scoprire, "solo" da raggiungere. Magari un colpo di fortuna!


E continua a muoversi, infaticabile, dapprima nell’immaginazione e poi nella realtà, di ruscello in ruscello, di torrente in torrente, di fiume in fiume.


Quando arriverà l’agognata ricchezza?


E così, capita anche che, dopo tanto cercare, il cercatore si possa rassegnare e rinunciare al suo sogno. Pensa "Beh... non sono ricco ma non sto poi così male...".


Anche se… anche se... il sogno dell’oro non l’abbandona. Eppure… forse in quel ruscello, forse in quel torrente, forse in quel fiume… c’è l'oro che cerca! Pensa “ma perché non arriva! Ho tutta l’esperienza e la competenza che serve! Me lo merito! Sono esperto nel setacciare, nel riconoscere l'oro delle diverse qualità e carature, conosco tutti i minerali.. Mi merito di più!”.


E quindi, sognante se ne sta nel suo posto, rivendicando di meritare di più, ma in verità senza crederci fino in fondo... perché, a ben vedere, la ricerca dell’oro rivela un punto di profonda debolezza personale.


Il cercatore d'oro, infatti, attribuisce all’oro tutto il valore.


Crede che il valore stia nell’oro, non in sé. Ha focalizzato il suo sguardo totalmente sull’oro.

Senza pepita il cercatore d'oro è convinto di non avere alcun valore, si sente povero.


È la pepita d'oro che ha valore, non il cercatore.

L'alchimista, invece, è colui che attraverso lo studio dell’arte dell'alchimia intraprende un percorso che lo porterà alla scoperta della pietra filosofale, ossia all’accrescimento della propria spiritualità, al governo delle proprie forze interiori e delle forze dell'universo.


La conoscenza delle forze alchemiche gli permetteranno di trasformare i metalli grezzi in oro, ma solo come mezzo per accrescere la propria spiritualità e vicinanza alle forze misteriose che regolano l’universo.


L'alchimista è colui che incontra sulla sua strada oggetti grezzi, senza valore, ma non per questo ne è turbato.

Anzi, considera questa un'opportunità: l'opportunità di trasformare quell'oggetto in oro così apprendendo, accrescendo il proprio valore, dimostrando il proprio valore.


Questa metafora rappresenta perfettamente una delle cose che si propone di fare il coaching.


Il coaching ha tra i suoi proponimenti quello di accompagnare il cercatore d'oro in un percorso che l’aiuterà a trasformarsi in alchimista.

Questo significa cambiare il proprio mindset.


Il cercatore d'oro tende alla lamentela, alla passività, alla disperazione.


L'alchimista tende alla proattività e alla resilienza. Non si lascia abbattere, ma insiste finché non trova la possibilità di trasformare i "metalli poveri" che incontra in oro.


E quali sono i "metalli poveri" che incontrimo nella nostra quotidianità?


Soffermiamoci, ad esempio, su quelli che incontriamo nella nostra vita professionale. Sono i capi con cui non vogliamo stare, i collaboratori che non vogliamo avere, gli obiettivi e le sfide che ci mettono a disagio, le risorse che mancano, le regole aziendali che non vogliamo, le regole politiche che subiamo e tutto ciò che ci mette a disagio e rende scomoda la nostra esistenza.


E, quindi, qual è la trasformazione fondamentale che il coaching accompagna a fare?


Come l'alchimista trasforma i metalli poveri in oro, il coaching insegna a trasformare gli ostacoli in opportunità.

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page